
–
vuoto che arde, il nome
della colpa che non ho mai conosciuto
–
spenta dalla cenere
di un urlo strozzato
–
insonnia, il nome
dell’indolenza fallace
–
sfamata dall’ignoranza
di un bisogno negato.
–
al carnevale delle illusioni
non ho più maschere da indossare:
–
vendetta, l’innominata
liberazione
–
della cui rabbia risorta
nulla le fiamme potrà più estinguere.

